CARATTERISTICHE DELL’ISTITUTO

  1. La nostra è una scuola paritaria e, come tale, ha posto in essere e mantiene tutte le condizioni richieste dallo Stato per il riconoscimento e le successive conferme dello “status” di parità, che prevedono, tra l’altro, la stesura di un adeguato “Piano dell’Offerta Formativa” (P.O.F.); l’istituzione e il funzionamento degli Organi Collegiali previsti per le scuole statali; la stipula di regolari contratti per i Docenti; gli adempimenti connessi alla “sicurezza” ed alla “privacy”; etc.

  2. L’Istituto, pur nel rispetto di ogni diversità culturale, sociale e religiosa presente nel contesto, conserva la sua specifica finalità: educare gli allievi in una visione cristiana della vita. L’Istituto è gestito dalle Religiose di Maria Immacolata Missionarie Clarettiane: dal loro statuto discendono le norme che regolano anche l’attività didattica.

  3. Alla luce di quanto previsto dalla L. 62/2000 (c.d. Legge sulla parità) le funzioni del Gestore e del suo Rappresentante Legale assumono un ruolo di particolare rilievo. A loro spetta, infatti, la nomina del Direttore d’Istituto che ha la responsabilità del coordinamento generale delle varie attività e svolge tutte le funzioni per le quali ha ricevuto opportuna delega. Egli assume il ruolo e la denominazione di “Coordinatore Didattico”.

 

In particolare, egli provvede a:

  1. assumere e licenziare il personale; concedere loro permessi, congedi e aspettative nel rispetto del contratto stipulato;

  2. coordinare e valorizzare, con poteri autonomi, sia le risorse – umane e strutturali – presenti nell’Istituto, sia quelle offerte dal territorio;

  3. promuovere ogni iniziativa utile ad assicurare la qualità dei servizi e il successo formativo (S. F.) degli allievi;

  4. richiedere e ricevere sovvenzioni, donazioni e finanziamenti per realizzare iniziative di formazione;

  5. gestire, in collaborazione con l’economa, le risorse finanziarie e strutturali;

  6. stipulare accordi di rete e/o scambi di esperienze significative con le altre scuole del territorio; curare le relazioni sociali;

  7. garantire il raccordo e il corretto funzionamento di tutti gli Organi Collegiali;

  8. adottare o proporre eventuali provvedimenti disciplinari a carico del personale cui è preposto;

  9. curare il proprio, sistematico, aggiornamento e quello di tutto il personale educativo tramite la partecipazione a corsi, seminari e convegni o con il ricorso a esperti esterni;

  10. promuovere iniziative che coinvolgano i Genitori, i Rappresentanti locali e, comunque, tutte le Istituzioni operanti sul territorio.

ART. 1 -  ORGANI COLLEGIALI

La comunità scolastica dell’Istituto “Maria Immacolata” per rendere efficace la collaborazione tra tutte le sue componenti nella gestione delle attività scolastico-educative e nello spirito delle moderne istanze sociali espresse nella legislazione scolastica italiana, con particolare riferimento alla legge 62/2000 sulle scuole paritarie e al Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297 (Testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione).

Sono presenti i seguenti organismi: il Collegio dei Docenti, il Consiglio d’Istituto, i Consigli di Intersezione e Interclasse, le Assemblee dei genitori.

L’obiettivo era, ed è, quello di consentire la partecipazione democratica alle scelte e alla vita della scuola.

Grazie alle disposizioni successive (Regolamento, Carta dei Servizi, Divulgazione degli atti, etc.) possono trovare una rinnovata attualità e validità se ad essi si attribuisce quella funzione di “regolo” e di “validazione” di tutto l’impegno formativo posto in essere. Non si tratta né di controllare (in senso fiscale) l’operato dei Docenti, né di costituirsi come “controparte” degli operatori scolastici, bensì di svolgere quel ruolo, insostituibile perché comprimario, di individuare tutte le potenzialità e le eventuali problematiche presenti nella classe e/o nel singolo allievo, al fine di organizzare in modo ottimale tutte le risorse disponibili.

Gli Organi Collegiali presentano una caratteristica peculiare: la gran parte prevedono la presenza dei Genitori; sono espressione della volontà di confronto e di obiettività.

Data la particolare fisionomia della scuola, gestita dall’Ente “Religiose di Maria Immacolata Missionarie Clarettiane”, e le sue specifiche finalità educative ispirate alla concezione cristiana della vita, ogni atto, iniziativa o decisione assunta da qualunque organo collegiale dovrà essere in sintonia con le finalità istituzionali, così come esposte nello specifico “Ideario Clarettiano” che viene assunto come centro ispiratore di tutta l’attività formativa dell’Istituto. Al suddetto Ente Gestore spettano, in definitiva, la valutazione sull’eventuale difformità dalle finalità istituzionali e i provvedimenti applicativi conseguenti.

ART. 2 -  IL COLLEGIO DEI DOCENTI

Il Collegio dei Docenti è il massimo organismo deliberante in merito al funzionamento didattico dell’Istituto ed è composto da tutto il personale docente (anche se con nomina temporanea), sia della scuola dell’Infanzia che della scuola Primaria, ed è presieduto dal Dirigente Scolastico; nel caso del nostro Istituto, che è paritario, la Dirigenza viene esercitata dalla Coordinatrice Didattica o, in sua assenza, da un docente da lei delegato.

La Coordinatrice Didattica designerà di volta in volta un docente con la funzione di segretario con l’incarico di redigere il verbale di ogni riunione. Detto verbale sarà letto e approvato all'inizio del Collegio dei Docenti successivo.

Il Collegio dei Docenti si insedia all’inizio di ciascun anno scolastico e si riunisce, di norma, ogni mese, secondo un calendario fissato all’inizio dell’anno scolastico.

 

Le riunioni del Collegio avvengono in ore non coincidenti con l’orario scolastico, e costituiscono attività obbligatoria per i docenti (Art. 28 CCNL AGIDAE).

 

Il Collegio dei Docenti:

  1. ha potere deliberante in materia di funzionamento didattico dell’Istituto. In particolare elabora il Piano dell’Offerta Formativa; predispone il calendario degli incontri principali dell’anno scolastico in corso; cura la programmazione dell’azione educativa anche al fine di adeguare, nell’ambito degli ordinamenti della scuola stabilito dallo Stato, i programmi di insegnamento alle specifiche esigenze ambientali e di favorire il coordinamento interdisciplinare. Esso esercita tale potere nel rispetto della libertà di insegnamento garantita a ciascun insegnante nel quadro delle linee fondamentali indicate dal Progetto Educativo (Ideario Clarettiano);

  2. formula proposte alla Coordinatrice Didattica per la formazione e la composizione delle classi, per la formulazione dell’orario delle lezioni e per lo svolgimento delle altre attività scolastiche, tenuto conto dei criteri generali indicati dal Consiglio d’Istituto e della normativa vigente sull’Autonomia della singole istituzioni scolastiche;

  3. valuta periodicamente l’andamento complessivo dell’azione didattica per verificarne l’efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell’attività scolastica;

  4. adotta e promuove iniziative di sperimentazione in conformità alle normative vigenti sull’autonomia scolastica;

  5. promuove iniziative di aggiornamento dei docenti;

  6. elegge i suoi rappresentanti in seno al Consiglio d’Istituto;

  7. esamina, allo scopo di individuare i mezzi per ogni possibile recupero, i casi di scarso profitto o di irregolare comportamento degli alunni su iniziativa dei docenti della rispettiva classe e programma interventi mirati, sentiti gli specialisti che operano in modo continuativo nella scuola con compiti medico-psico-pedagogici;

  8. nell'adottare le proprie deliberazioni, il Collegio dei Docenti tiene conto delle eventuali proposte e pareri dei Consigli di Classe.

  9. provvede all'adozione dei libri di testo ed alla scelta dei sussidi scolastici su indicazione dei Consigli di Intersezione e Interclasse.

ART. 3 -  IL CONSIGLIO D’ISTITUTO

Il Consiglio d’Istituto ha potere deliberante per quanto concerne l’organizzazione e la programmazione della vita della scuola, nei limiti delle disponibilità di bilancio dell’Istituto.

In particolare:

  1. elegge, tra i rappresentanti dei Genitori, il Presidente e il vice Presidente;

  2. definisce i criteri generali per la stesura del P.T.O.F. e provvede ad approvarlo dopo l’elaborazione da parte del Collegio dei Docenti;

  3. può prendere visione del bilancio scolastico;

  4. provvede all’adozione del Regolamento d’Istituto;

  5. approva il calendario scolastico tenendo conto delle specifiche esigenze di contesto;

  6. promuove contatti e scambi di informazioni ed esperienze con altre scuole (art. 7 del D.P.R. 275/99);

  7. fornisce all’Amministrazione dell’Istituto proposte per l’acquisto, il rinnovo e la conservazione delle attrezzature tecnico-scientifiche e dei sussidi didattici;

  8. esprime pareri sull’andamento generale, didattico, organizzativo e amministrativo dell’Istituto;

  9. propone al Presidente gli argomenti da inserire all’Ordine del Giorno per la discussione.

 

Il consiglio di circolo o di istituto è costituito da 14 componenti, di cui 6 rappresentanti del personale docente, uno del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, 6 dei genitori degli alunni, il direttore didattico o il preside. I rappresentanti del personale docente sono eletti dal collegio dei docenti nel proprio seno; quelli del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario dal corrispondente personale di ruolo o non di ruolo in servizio nel circolo o nell'istituto; quelli dei genitori degli alunni sono eletti dai genitori stessi. Possono essere chiamati a partecipare alle riunioni del consiglio di istituto, a titolo consultivo, gli specialisti che operano in modo continuativo nella scuola con compiti medico, psico-pedagogici e di orientamento.


Il consiglio di istituto è presieduto da uno dei membri, eletto a maggioranza assoluta dei suoi componenti, tra i rappresentanti dei genitori degli alunni. Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, il presidente è eletto a maggioranza relativa dei votanti. Può essere eletto anche un vice presidente. Il consiglio di istituto elegge nel suo seno una giunta esecutiva, composta di un docente, di un impiegato amministrativo o tecnico o ausiliario e di due genitori. Della giunta fanno parte di diritto il direttore didattico o il preside, che la presiede ed ha la rappresentanza dell'istituto, ed il capo dei servizi di segreteria che svolge anche funzioni di segretario della giunta stessa. Le funzioni di segretario del consiglio di istituto sono affidate dal presidente ad un membro del consiglio stesso.

Di ogni seduta, a cura del Segretario proposto dal Presidente, deve redigersi un verbale che deve contenere i nomi dei Consiglieri presenti, il contenuto di ogni intervento, l’esito e le modalità di eventuali votazioni.

Il verbale deve essere depositato in Segreteria, firmato dal Presidente e dal Segretario entro 5 gg. dalla seduta. Detto verbale deve essere letto e approvato nella seduta successiva dopo che il Presidente avrà dichiarata valida la seduta stessa; solo allora le delibere verbalizzate potranno essere pubblicate (art.7 D.P.R. n° 416).

I membri del Consiglio di Istituto rimangono in carica tre anni, fatti salvi i casi di dimissione e di decadenza. Le dimissioni devono essere date per iscritto, oppure in forma orale se presentate direttamente in Consiglio; la decadenza dalla carica si ha:

- quando egli non abbia partecipato ai lavori del Consiglio, senza giustificato motivo, per tre sedute consecutive;

- quando egli abbia perso il requisito richiesto per l'eleggibilità (ad esempio, un genitore che non abbia più figli nelle scuole dell’Istituto, per trasferimento o per passaggio alla scuola secondaria di 2°grado).

L'atto di surroga è di competenza del Direttore Didattico.

 

Svolgimento delle elezioni

Le modalità e le norme particolari per l’esercizio del voto, sono fissate dalla normativa vigente con particolare riferimento all’Ordinanza Ministeriale del 15 luglio 1991 n° 215.

 

Il Presidente del Consiglio d’Istituto:

  • nomina, tra i membri del Consiglio stesso, un segretario avente il compito di redigere e leggere i verbali delle riunioni, di coadiuvarlo nella preparazione e nello svolgimento delle riunioni consiliari, di provvedere alla pubblicazione e alla comunicazione delle delibere del Consiglio, come previsto dal successivo art. 5;

  • convoca e presiede le riunioni del Consiglio d’Istituto, stabilisce l’ordine del giorno secondo le proposte e le indicazioni pervenutegli dall’Ente Gestore, dal Collegio dei docenti e dai rappresentanti di classe;

  • rappresenta il Consiglio presso l’Ente Gestore, gli altri Organi Collegiali, presso le autorità e qualsiasi altro terzo;

  • egli, secondo i propri impegni, può delegare tali compiti, anche in parte, al vice Presidente, il quale, in caso di impedimento o di assenza del Presidente esercita, di diritto, tutte le sue funzioni. Nel caso di assenza contemporanea del Presidente e del vice Presidente, il consigliere più anziano per età ne assume la carica.

In caso di dimissioni o di cessazione di rappresentanza del Presidente o del Vice Presidente, il Consiglio provvederà, su proposta della Coordinatrice Didattica, all’elezione di un nuovo Presidente o Vice Presidente, dopo aver reintegrato il numero dei rappresentanti dei genitori con i primi dei non eletti.

 

Le riunioni del Consiglio d’Istituto sono pubbliche e si svolgono almeno ogni tre mesi nei locali della scuola, in ore non coincidenti con l’orario scolastico. Il Consiglio si riunirà, altresì, tutte le volte che la Coordinatrice Didattica ne ravvisi la necessità e quando almeno 2/3 dei consiglieri ne facciano richiesta. Laddove il Consiglio ne ravvisi la necessità la riunione può prevedere la convocazione dei rappresentanti di classe.

La data della successiva riunione viene deliberata al termine della seduta in corso. Il Presidente provvede a far pervenire ai consiglieri la convocazione, con l’ordine del giorno da discutere, almeno cinque giorni prima della data fissata. In caso d’urgenza la convocazione può essere fatta anche “ad horam” e con qualsiasi mezzo di comunicazione.

Copia della convocazione e del relativo ordine del giorno dovrà essere affisso nei cinque giorni antecedenti nell’apposito albo della scuola. Qualora nell’ordine del giorno sia previsto l’esame di qualche documento, questo deve essere trasmesso in copia ai consiglieri, unitamente alla convocazione del Consiglio.

Per la validità delle riunioni del Consiglio è richiesta la presenza di almeno la metà più uno dei consiglieri.

La votazione è segreta quando si provvede alla designazione delle cariche di Presidente, vice Presidente ed ogni qualvolta lo si ritenga opportuno. In tutti gli altri casi la votazione avviene per alzata di mano, tranne quando almeno un terzo dei presenti non faccia richiesta di votazione a scrutinio segreto.

Le deliberazioni del Consiglio d’Istituto vengono pubblicate nell’albo della scuola e comunicate all’Ente Gestore.

ART. 4 -  IL CONSIGLIO DI INTERSEZIONE e INTERCLASSE

Il consiglio di intersezione nella scuola dell’infanzia e il consiglio di interclasse nella scuola primaria sono rispettivamente composti dai docenti delle sezioni dello stesso plesso nella scuola materna, dai docenti dei gruppi di classi parallele nella scuola elementare. Fanno parte del consiglio di intersezione, di interclasse e del consiglio di classe anche i docenti di sostegno che ai sensi dell'articolo 315 comma 5 Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297, sono contitolari delle classi interessate. Fanno parte, altresì, del consiglio di intersezione, di interclasse nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria, per ciascuna delle sezioni o delle classi interessate un rappresentante eletto dai genitori degli alunni iscritti.

Le funzioni di segretario del consiglio sono attribuite dal Direttore Didattico o dal preside a uno dei docenti membro del consiglio stesso. Le competenze relative alla realizzazione del coordinamento didattico e dei rapporti interdisciplinari spettano al consiglio di intersezione, di interclasse con la sola presenza dei docenti. I consigli di intersezione, di interclasse sono presieduti rispettivamente dal Direttore Didattico e dal preside oppure da un docente, membro del consiglio, loro delegato; si riuniscono in ore non coincidenti con l'orario delle lezioni, col compito di formulare al collegio dei docenti proposte in ordine all'azione educativa e didattica e ad iniziative di sperimentazione e con quello di agevolare ed estendere i rapporti reciproci tra docenti, genitori ed alunni. In particolare esercitano le competenze in materia di programmazione, valutazione e sperimentazione previste dagli articoli 126, 145, 167, 177 e 277. Si pronunciano su ogni altro argomento attribuito dal testo unico n°297 del 1994, dalle leggi e dai regolamenti alla loro competenza.


Le elezioni del Rappresentante dei genitori avvengono entro il 31 ottobre di ciascun anno, in base alle procedure previste dagli articoli 31 e successivi del D. Lgs. 297/1994, in concomitanza della prima assemblea di classe e nei termini temporali compatibili con le esigenze dell’Istituto. Entro il 31 ottobre di ogni anno il Direttore Didattico o preside convoca per ciascuna classe - o per ciascuna sezione (scuole materne) - l'assemblea dei genitori. A tali assemblee debbono partecipare, possibilmente, tutti i docenti della classe, al fine di illustrare le problematiche connesse con la partecipazione alla gestione democratica, discutere delle strategie didattiche ed educative che saranno adottate dall’equipe pedagogica durante l’anno scolastico (comprese uscite didattiche, progetti extra curruculari, etc,) della scuola ed informare sulle modalità di espressione del voto. L'assemblea, ascoltate e discusse le linee fondamentali della proposta di programma didattico-educativo del Direttore Didattico o preside, o di un docente a ciò delegato (coordinatore di classe), che la presiede, procede, secondo le modalità indicate nell’art. 22 dell’OM 215 del 1991, alla elezione dei rappresentanti di interclasse e di intersezione rispettivamente della componente genitori. I seggi elettorali sono costituiti all’interno delle assemblee di classe. Delle operazioni di voto e del relativo scrutinio dovrà essere redatto apposito verbale a cura del presidente del seggio e dello scrutatore.

Tutti i genitori sono elettori ed eleggibili allo stesso momento e si intende eletto il genitore che ottenga la maggioranza dei voti; per i genitori che abbiano più figli iscritti nell’Istituto è prevista la possibilità di candidarsi ed essere eletti solo in una classe e/o sezione. Il voto è personale, libero e segreto ed ogni elettore può esprimere una sola preferenza. Le candidature dei genitori devono essere presentate al Presidente contestualmente all’apertura del seggio.

Nel caso in cui la votazione termini con due o più candidati a parità di voti si procederà ad una seconda votazione tra i candidati stessi. Nel caso in cui si riverificasse la parità si procederà alla proclamazione del più anziano per età.

Il rappresentante eletto rimane in carica per l’anno scolastico in corso e potrà essere rieletto negli anni successivi, sempre che non perda i requisiti di eleggibilità.

Qualora il rappresentante dei Genitori presenti dimissioni volontarie con motivazione scritta o perda i requisiti per il quale sia stato eletto verrà sostituito dal primo dei non eletti; il rappresentante che non si presenti, senza giustificati motivi, a tre sedute consecutive, verrà destituito dalla carica ed il suo posto verrà preso dal primo dei non eletti.

I Consigli di Intersezione e Interclasse si riuniscono in convocazione ordinaria, in linea di massima, ogni mese, in ore non coincidenti con l’orario delle lezioni; il calendario degli incontri viene, di norma, fissato all’inizio di ciascun anno scolastico, fermo restando che i Consigli possono essere convocati, in via straordinaria, quando la Coordinatrice Didattica ne ravvisi la necessità o quando almeno un terzo dei componenti ne faccia richiesta.

ART. 4 -  L’ASSEMBLEA GENERALE DEI GENITORI

I Genitori hanno diritto di riunirsi in assemblea generale nei locali della Scuola. Le assemblee dei genitori possono essere di sezione, di classe o di istituto.
Qualora le assemblee si svolgano nei locali del circolo o istituto, la data e l'orario di svolgimento di ciascuna di esse debbono essere concordate di volta in volta con il direttore didattico o preside.

Le Assemblee si devono svolgere in orario non coincidente con quello delle lezioni. La data e l’orario di ciascuna di esse va concordato, di volta in volta, con la Coordinatrice Didattica.

La Coordinatrice Didattica autorizza la convocazione e i promotori daranno comunicazione a tutti i Genitori con almeno cinque giorni di preavviso mediante convocazione scritta contenente anche l’ordine del giorno.

All’Assemblea Generale dei Genitori può partecipare la Coordinatrice Didattica con l’eventuale presenza dei Docenti dell’Istituto.

ART. 5 -  I DOCENTI

Rappresentano la struttura portante di ogni istituzione educativa. Sono loro che hanno il contatto quotidiano, reale e diretto con i discenti. Dalla loro professionalità, dal loro stile didattico e di vita, dalla loro sensibilità umana e pedagogica dipendono il successo formativo degli alunni e la loro crescita armoniosa. Ovviamente sempre collaborando attivamente con tutta la comunità scolastica.

Per questo si pone grande attenzione nella loro scelta e nel garantire, poi, le condizioni ottimali di servizio, di formazione continua, di rapporti sereni e rispettosi.

I Docenti sono tenuti all'osservanza di tutti gli adempimenti previsti dal loro contratto e dalla delicata funzione che sono chiamati a svolgere.

In particolare hanno l’obbligo di:

  • rispettare il regolamento della scuola;

  • conoscere, condividere e impegnarsi per raggiungere le finalità proprie dell’Istituto e, quindi, del “Progetto Educativo” che ne è l’esplicitazione;

  • rispettare scrupolosamente il proprio orario di servizio e partecipare a tutte le riunioni collegiali; sia a quelle ordinarie che a quelle che si rendessero necessarie per casi o situazioni particolari;

  • partecipare attivamente a tutte le iniziative formative ed educative che l’Istituto pone in essere;

  • lavorare in modo collegiale con i colleghi dei Consigli di Interclasse e Classe e del Collegio Docenti;

  • procedere con metodi appropriati, sia nella proposta delle diverse unità di apprendimento, sia nella verifica delle conoscenze e dei saperi realmente acquisiti dagli alunni;

  • stabilire validi canali di comunicazione con gli alunni, con i genitori e con tutti gli altri operatori scolastici;

  • mantenere, in ogni circostanza, un comportamento adeguato, sereno, propositivo, costruttivo e rispettoso;

  • non urlare e non abbandonarsi mai a toni di voce alti;

  • essere sempre cordiali e non assumere mai atteggiamenti scorretti e maleducati;

  • curare sistematicamente e con vari mezzi (letture, partecipazione a convegni, lavori di gruppo, etc.) la propria preparazione culturale e professionale;

  • essere attenti alla sorveglianza degli alunni in classe e nell’intervallo; non lasciare incustodita la classe senza averne dato avviso al Coordinatore Didattico o a un suo collaboratore.

Con il riconoscimento della “parità” il nostro personale è equiparato a quello delle scuole pubbliche. Per le funzioni del personale docente vale il C.C.N.L. AGIDAE.

Come membri attivi e propulsori della Comunità Educativa i docenti sono impegnati, nello spirito del Progetto Educativo, al raggiungimento delle finalità proprie dell’Istituto attraverso l’insegnamento efficace e aggiornato delle proprie discipline e la coerente testimonianza delle proprie azioni e della propria vita.

Essi collaborano al buon andamento dell’Istituto in conformità con le indicazioni della Direzione, del Collegio dei Docenti e dei Consigli di Classe e d’Istituto.

In particolare ciascun operatore incaricato di attività didattica è tenuto ad osservare il regolamento e il codice etico appresso riportati.

ART. 6 -  REGOLAMENTO DOCENTI

  1. Pur riconoscendo ad ogni docente il diritto a seguire un proprio “stile” didattico e pedagogico a cui non può rinunciare, va comunque incoraggiato un frequente scambio di esperienze tra i docenti e tra gli stessi e la Coordinatrice Didattica al fine di garantire l’indispensabile uniformità d’indirizzo che caratterizza l’Istituto, secondo lo spirito del Piano Educativo adottato.

  2. All’inizio di ogni anno scolastico i docenti sono impegnati singolarmente e in riunioni collegiali per definire, secondo i moderni criteri pedagogici, gli adempimenti scolastici previsti dalla normativa scolastica vigente.

  3. È necessario che ciascun docente conosca e faccia conoscere ai propri alunni il “Regolamento di Disciplina degli Alunni”, discutendone opportunamente con loro e controllando che venga condiviso e rispettato.

  4. Nella scelta dei libri di testo i docenti dovranno tener presenti, oltre che le disposizioni ministeriali, gli orientamenti e le indicazioni dei Consigli di Classe con la presenza dei Genitori rappresentanti di classe e le finalità specifiche di ispirazione cristiana del nostro Istituto.

  5. Nel dialogo educativo con i propri allievi siano privilegiati i colloqui didattici condotti in modo adeguato e stimolante, sì da servire, oltre che come verifica dell’apprendimento e delle competenze acquisite, anche come approfondimento dei vari argomenti di studio e come dialogo comunitario di tutta la classe.

  6. I docenti dovranno esigere che gli alunni siano forniti dei libri di testo e ne facciano uso sia in classe che a casa.

  7. L’orario scolastico e quello da dedicare ai colloqui con i Genitori è stabilito dalla Direzione. Le esigenze dei singoli docenti, sia della scuola dell’Infanzia sia della scuola Primaria, saranno tenute presenti nei limiti del possibile, purché non siano in contrasto con una conveniente distribuzione didattica dei singoli insegnamenti anche alla luce dei criteri di volta in volta adottati. I docenti hanno l’obbligo di uniformarvisi con puntualità e precisione.

  8. Gli insegnanti dovranno trovarsi nella sede scolastica almeno 5 minuti prima dell’inizio delle lezioni con puntualità e, dopo aver firmato il registro di presenza, vigilare che l’ingresso degli alunni avvenga in modo ordinato e silenzioso. Oltre ad essere puntuali, gli inseganti devono essere precisi nelle consegne delle programmazioni, nella stesura dei verbali e negli adempimenti previsti dalla scuola.

  9. L’inizio delle lezioni viene contrassegnato da una breve preghiera comunitaria, di cui i docenti si faranno animatori, sollecitando, col proprio esempio, la partecipazione consapevole degli alunni.

  10. L’insegnante della prima ora, quando un alunno, rimasto assente, si presenta per essere riammesso alle lezioni, prende nota della giustificazione prodotta dai Genitori.

  11. Durante le ore di lezione e durante la ricreazione i docenti non dovranno mai allontanarsi dalle classi senza aver prima provveduto, opportunamente, alla propria sostituzione. Di eventuali disordini o inconvenienti, che si verificassero durante un’assenza non notificata, essi saranno ritenuti responsabili davanti alla Direzione e, se il caso lo richiede, davanti alla legge.

  12. Qualora i docenti ritengano utile invitare in classe altre persone in qualità di “esperti” a supporto dell’attività didattica chiederanno, di volta in volta, l’autorizzazione alla Coordinatrice Didattica. Gli esperti permarranno nei locali scolastici per il tempo necessario all’espletamento delle loro funzioni. In ogni caso la completa responsabilità didattica e la vigilanza sulla classe resta del docente.

  13. L’insegnante che inizia l’attività didattica nelle ore successive alla prima o si sposta in un’altra classe per la lezione successiva, deve essere sollecito nel dare il cambio al collega.

  14. Gli spostamenti delle classi durante le ore di lezione per motivi didattici (attività motoria, sala di informatica o di proiezione, biblioteca, teatro, ecc.) dovranno sempre avvenire ordinatamente e sotto la sorveglianza dei rispettivi docenti.

  15. Al termine delle lezioni gli insegnanti dovranno accompagnare ordinatamente i propri alunni all’uscita, esigendo compostezza e silenzio durante il percorso nei corridoi e per le scale.

  16. È da evitare l’espulsione dall’aula degli alunni indisciplinati, con la conseguente sosta nei corridoi.

  17. I laboratori e le aule speciali, dopo l’uso, devono essere lasciati in perfetto ordine. Al fine di un sicuro controllo del materiale, l’insegnante prenderà nota della postazione e degli strumenti assegnati all’alunno. L’insegnante avrà cura, sia all’inizio che alla fine di ogni lezione, di verificare l’integrità di ogni singola postazione e di ogni singolo strumento utilizzato. L’insegnante deve segnalare tempestivamente eventuali guasti o danni notati nel materiale, nelle apparecchiature e nei laboratori. Al fine di corresponsabilizzare i propri alunni, gli insegnanti concorderanno con loro le norme per un corretto uso dei laboratori e delle aule speciali.

  18. Gli insegnanti possono accedere agli uffici di segreteria per il disbrigo delle pratiche personali solo nelle ore in cui sono liberi dalle attività didattiche e nel rispetto dell’orario di ricevimento stabilito per consentire al personale amministrativo di espletare il proprio lavoro senza interruzioni.

  19. Ogni attività didattica dovrà essere annotata sugli appositi registri; questi dovranno essere tenuti con particolare cura e costantemente aggiornati in ogni loro parte secondo le disposizioni della Coordinatrice Didattica. I registri, essendo atti ufficiali, non possono essere portati fuori dalla scuola per nessun motivo, come non possono essere affidati agli alunni. In caso di necessità l’insegnante potrà fare ricorso al personale ausiliario.

  20. Tutti i docenti sono tenuti al segreto d’ufficio su ciò che è argomento di discussione o di valutazione negli Organi Collegiali della Scuola, soprattutto durante le operazioni di scrutinio e, in ogni caso, quando l’argomento di discussione riguarda la sfera privata e personale di un alunno.

  21. Agli insegnanti è fatto esplicito divieto di impartire lezioni private agli alunni dell’Istituto (D.P.R. 31/5/74 n. 417, art. 89), qualunque sia la classe da questi frequentata.

  22. Tutti i docenti che, all’atto della definitiva assunzione, sottoscrivono il contratto di lavoro con l’Ente Gestore, si impegnano a rispettare quanto in esso contenuto e hanno pieno diritto ad esigere dall’Istituto analogo rispetto.

  23. Le modalità di comunicazione, da parte di tutti gli operatori scolastici, siano improntate al massimo rispetto nei confronti dei singoli interlocutori e del gruppo. Nello svolgimento di colloqui, di riunioni (C. di C.; C. d’I.; C. D.; etc.) è assolutamente necessario ascoltare chi ha preso la parola, aspettare il proprio turno di intervento e/o di replica, evitare ogni forma di personalismi nell’affrontare le questioni: ogni proposta deve essere sempre mirata alla collaborazione per risolvere eventuali problemi o dissensi, mai a suscitare o alimentare polemiche.

  24. Particolare rilievo, nel contesto delle attività didattiche, assumono gli incontri di aggiornamento dei docenti che possono essere promossi sia dalla Direzione che dal Collegio degli stessi docenti, in ore non coincidenti con l’orario scolastico. Tutti hanno l’obbligo di parteciparvi secondo il calendario di volta in volta concordato.

  25. I docenti non devono mai usare il telefonino a scuola. Anche al fine di dare un il buon esempio da un punto di vista educativo, gli insegnanti sono tenuti altresì a non tenere a vista il dispositivo cellulare.

  26. L’abbigliamento degli insegnanti deve essere professionale, formale e comunque consono all’ambiente. Obbligatorio è l’utilizzo della divisa scolastica.

  27. Il dialogo e la comunicazione tra i docenti e i genitori non dovrà mai avvenire al di fuori dei canali istituzionali. Per agevolare tale dialogo ciascun alunno si doterà all’inizio dell’anno di apposito libretto istituzionale che verrà utilizzato bidirezionalmente tra la comunità familiare e gli insegnanti. Sarà compito della Direzione della Scuola impartire eventuali ulteriori direttive in merito.

  28. Gli alunni sono accompagnati in sala mensa dal docente impegnato nella sorveglianza.

ART. 7 -  CODICE ETICO DEI DOCENTI

Si propone qui di seguito un codice etico al quale gli insegnati della Scuola Maria Immacolata devono far riferimento nell’esercizio della loro professione da insegnante.

  • Etica verso la professione

Il docente ha il dovere di arricchire, aggiornare ed adeguare il proprio bagaglio di conoscenze e competenze. Al contempo ha il dovere di predisporre processi di autovalutazione, utili per migliorare in modo continuo la propria azione didattico-educativa.

Allo stesso tempo si pone il dovere di non tollerare, con il silenzio o l’indifferenza, eventi, fatti e/o situazioni che possono recare pregiudizio e/o danno all’Istituzione.

  • Etica verso gli allievi

Nel richiamare i diritti fondamentali degli allievi sanciti dalla “Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia” e i valori della Costituzione, è importante ricordare come nella scuola i valori vanno “praticati”. È nel concreto dell’azione educativa, nel modo di stare nella scuola, nell’organizzazione del lavoro del gruppo-classe, che devono emergere i valori della cristianità, della cultura, della giustizia, del rispetto delle differenze, dell’inclusione e della solidarietà.

L’insegnante ha poi il dovere di avere comportamenti coerenti con le finalità del “Progetto Educativo”. Deve altresì personalizzare l’insegnamento tenendo conto delle inclinazioni e aspirazioni degli allievi che si hanno di volta in volta di fronte. Non dovranno essere trascurati né gli allievi con difficoltà, né quelli particolarmente dotati.

Nel rapporto etico con gli allievi è importante anche la valutazione.

La valutazione entra nella relazione didattico-educativa: attraverso di essa si comunicano valori, come quello della giustizia, si costruisce un rapporto di fiducia fra allievo e insegnante anche di fronte a risultati negativi, è importante perché può rafforzare o indebolire l’autostima. Anche nella valutazione si coglie l’importanza della componente emotiva ed affettiva dell’apprendimento.

Ad ogni modo il processo valutativo deve essere sempre il più possibile obiettivo ed imparziale. Gli insuccessi devono essere superati, le insufficienze colmate, non occultate o negate, il tutto anche tramite la piena consapevolezza e collaborazione della componente genitoriale.

  • Etica verso i colleghi

E’ dovere di ciascun docente contribuire a costruire relazioni feconde, improntate al rispetto e basate su un forte spirito di collaborazione, capace di alimentare lo scambio delle esperienze e delle idee, stimolare l’elaborazione e la realizzazione di un progetto formativo comune, così da costruire una vera e propria comunità educante e professionale dei docenti.

Le chiacchiere inutili o peggio la maldicenza non solo non aiutano il raggiungimento di questo obiettivo ma addirittura inquinano e avvelenano l’ambiente. Per questo è profondamente contrario ai propri doveri il parlare male degli altri.

Diversamente, gli insegnanti devono avere atteggiamenti di apertura e fiducia verso i colleghi. Una pratica in cui anche i migliori si mettono in discussione, dove si è tutti alla pari e ciascuno ha qualcosa da imparare dall’altro.

Una vera equipe pedagogica si costruisce con il contributo di tutti.

  • Etica verso l’istituzione scolastica

Il docente si deve impegnare a contribuire a determinare il “clima” della propria scuola.

E’ dovere dunque di ciascun insegnante adoperarsi per creare un ambiente impegnato, accogliente e culturalmente stimolante

E’ un richiamo forte al senso di appartenenza alla propria scuola, al dovere di diffonderne una buona immagine e di farla apprezzare dalla collettività.

  • Etica verso la famiglia e le realtà extrascolastiche

E’ dovere fondamentale dei docenti adoperarsi per costruire un clima collaborativo e di fiducia con le famiglie. E’ questa una componente estremamente importante per la buona riuscita dell’azione didattica, formativa ed educativa. Il docente deve rendere espliciti gli obiettivi dell’insegnamento, essere attento ai problemi posti dai genitori e favorire in tutti i modi un confronto aperto, fermo restando il rispetto dei ruoli.

Esiste infatti un confine oltre il quale l’intervento dei genitori non può andare ovvero quello dell’area delle competenze tecnico-professionali specifiche della docenza. Sarà all’interno della comunità professionale che verranno decise le eventuali correzioni di rotta, alla luce delle osservazioni e dei rilievi ricevuti dai genitori sui risultati e sugli effetti dell’azione educativa.

L’altro dovere del docente è quello di coltivare un’apertura verso il territorio e più in generale il mondo esterno. E’ un’indicazione di impegno verso la conoscenza e la partecipazione a tutto ciò che, al di fuori della scuola, può consentire un migliore sviluppo dell’attività didattico-formativa. Ad esempio è auspicabile il collegamento non occasionale con le altre istituzioni scolastiche, territoriali, nazionali ed internazionali, con gli altri specialisti che operano sul territorio.

ART. 8 -  IL PERSONALE AMMINISTRATIVO

Il personale amministrativo assolve alle funzioni amministrative, gestionali, strumentali e operative connesse alle attività della scuola, in un rapporto di collaborazione con il Coordinatore e con il personale docente. Il personale amministrativo collabora con i docenti ed è di supporto al complessivo funzionamento didattico e formativo. Il ruolo del personale amministrativo è pertanto indispensabile anche come supporto all'azione didattica e la valorizzazione delle loro competenze è decisiva per l'efficienza e l'efficacia del servizio e per il conseguimento delle finalità educative.

Le sue funzioni sono:

- mantenere, durante l’orario di lavoro, nei rapporti interpersonali e con gli utenti una condotta uniformata non solo ai principi generali di correttezza ma, altresì, all’esigenza di coerenza con le specifiche finalità educative dell’intera comunità scolastica, astenendosi da comportamenti lesivi della dignità di altri dipendenti e degli utenti;

- curare i rapporti con l'utenza, nel rispetto delle disposizioni in materia di trasparenza e di accesso alla documentazione amministrativa prevista dalla legge;

- collaborare con i docenti;

- sorvegliare gli alunni in caso di uscita dalle classi o di allontanamento momentaneo dell'insegnante;

- apporre la propria firma, per presa visione, sulle circolari e sugli avvisi a loro diretti;

- favorire il processo comunicativo tra le diverse componenti che si trovano ad operare all’interno della scuola;

- rispettare le norme sulla Privacy, secondo le disposizioni dell’Istituto e di legge;

- prendere visione dei piani di emergenza dei locali ove opera e di controllare quotidianamente la praticabilità ed efficienza delle vie di fuga.

Il personale amministrativo è tenuto al rispetto dell’orario di servizio e al telefono risponde con la denominazione dell'Istituzione Scolastica. È tenuto a comportarsi sempre con buona educazione. La qualità del rapporto col pubblico e col personale è infatti di fondamentale importanza, in quanto contribuisce a determinare il clima educativo della scuola e a favorire il processo comunicativo tra le diverse componenti che si muovono dentro o attorno alla scuola.

Il personale amministrativo non può utilizzare il telefono cellulare, per motivi personali, durante l’orario di lavoro. L’uso del telefono fisso, fax e/o la connessione ad internet dovrà avvenire solo per ragioni di servizio e pertanto non deve in alcun modo usare Internet per visitare siti che non siano istituzionali o necessari ai compiti affidati o utilizzare chat o social network (tipo Facebook, Twitter ecc.).

Mansioni personale segreteria

Il personale di segreteria svolge diverse mansioni tra le quali a titolo esemplificativo e non esaustivo:

  • rispondere al telefono;

  • adempiere alle direttive di volta in volta impartite dal Coordinatore;

  • consegnare, diffondere circolari, avvisi e/o comunicazioni;

  • gestire la corrispondenza e il registro di protocollo;

  • tenere aggiornato il registro avvisi sala professori;

  • registrare le presenze o assenze dei docenti;

  • gestire e consegnare ai docenti il materiale di cancelleria necessario per l’attività didattica, annotando i relativi consumi;

  • raccogliere, gestire e archiviare le deleghe rilasciate dai genitori e finalizzate alla ripresa dei loro figli da parte di parenti e/o conoscenti;

  • archiviare i registri e le relazioni dei docenti nonché qualsiasi documentazione da loro consegnata;

  • gestire l’albo.

 

Mansioni dei collaboratori scolastici

I collaboratori scolastici svolgono diverse mansioni tra le quali a titolo esemplificativo e non esaustivo:

  • collaborano al complessivo funzionamento operativo, gestionale, didattico e formativo della scuola;

  • svolgono con diligenza le mansioni che gli sono state affidate da contratto;

  • adempiono alle direttive di volta in volta impartite dal Coordinatore;

  • collaborano all’entrata degli alunni, disponendosi all’ingresso e vigilando sul passaggio degli alunni fino all’entrata degli stessi nelle proprie aule;

  • devono essere facilmente reperibili da parte degli insegnanti, per qualsiasi evenienza;

  • comunicano immediatamente alla Direzione dell’Istituto l'eventuale assenza dell'insegnante dall'aula, per evitare che la classe resti incustodita;

  • collaborano con gli insegnanti nella raccolta delle presenze in mensa;

  • prendono visione del calendario delle riunioni degli Organi Collegiali, tenendosi aggiornati circa l'effettuazione del necessario servizio;

  • rispondono al citofono e consentono l’ingresso all’interlocutore soltanto dopo averne verificato l’identità e dopo aver appreso il motivo della visita, fatta salva comunque la necessaria presenza di un’autorizzazione generale o specifica per l’accesso ai locali scolastici;

  • non si allontanano dal posto di servizio, tranne che per motivi autorizzati dal Coordinatore Didattico;

  • assicurano la continuità della vigilanza in caso di allontanamento temporaneo del docente;

  • durante l’intervallo vigilano nei corridoi, atri di competenza e nei bagni.

Oltre ai compiti specifici, spetta ai collaboratori scolastici la collaborazione con gli insegnanti nella vigilanza degli alunni durante la giornata scolastica, nell’ambito dell’edificio o del cortile della scuola. In particolare, i collaboratori scolastici possono essere chiamati a vigilare direttamente sugli alunni in caso di momentanea assenza dell’insegnante.

Al termine del servizio i collaboratori scolastici, dovranno controllare che:

  • tutte le luci siano spente;

  • tutti i rubinetti dei servizi igienici siano ben chiusi;

  • siano chiuse le porte delle aule, le finestre e le serrande delle aule e della scuola;

  • ogni cosa sia al proprio posto e in perfetto ordine;

  • vengano chiuse le porte e i cancelli della scuola;

  • siano chiuse tutte le porte degli uffici.

 

Dall’inizio delle lezioni fino al termine, gli ingressi devono restare chiusi; della mancata chiusura sono responsabili i collaboratori scolastici. Almeno un operatore deve controllare e regolare l’ingresso e l’uscita degli alunni, mantenendosi accanto al portone fino a che non si è concluso il flusso di entrata o di uscita degli alunni e provvedendo infine alla chiusura del portone medesimo. In particolar modo occorre che il personale si attivi nei momenti di maggiore confusione (l'ingresso, l'uscita, i cambi d'ora, l'intervallo all’interno dell’edificio scolastico, l’utilizzo dei servizi igienici, della palestra e laboratori) per garantire una adeguata presenza ed una attenta sorveglianza degli ingressi, degli atri, dei corridoi e dei bagni.

E' vietato a chiunque non appartenga all'amministrazione scolastica accedere agli edifici scolastici senza preventiva autorizzazione scritta della Direzione dell’Istituto.

I genitori degli alunni possono accedere alle classi, dietro autorizzazione del Coordinatore Didattico, solo per questioni urgenti e dopo essersi fatti riconoscere dal personale ausiliario, che provvederà ad accompagnarli e ad annunciarli agli insegnanti, trattenendosi per il tempo strettamente necessario.

Il personale ausiliario è tenuto a controllare costantemente la stabilità dell'arredo scolastico in dotazione alle aule e agli altri spazi comuni, e a collocare armadi e mensole in posizione tale che non possano arrecare danno ad alcuno; il personale docente è comunque tenuto a comunicare eventuali problematiche rilevate rispetto alla sicurezza degli alunni.

Qualora si evidenziassero situazioni di pericolo negli edifici o negli arredi, dovrà essere inviata immediata segnalazione scritta alla Direzione della Scuola.

Gli insegnanti ed il personale collaboratore sono tenuti a leggere attentamente il piano di evacuazione predisposto per ogni edificio scolastico e ad attenersi ad esso in caso di necessità e durante le previste esercitazioni, e a controllare quotidianamente la praticabilità ed efficienza delle vie di esodo.

Gli insegnanti ed il personale A.T.A. sono tenuti ad esercitare la massima vigilanza sulle attività che si svolgono e sui materiali utilizzati, onde evitare qualsiasi pericolo.

ART. 9 -  GLI ALUNNI

Una sezione a parte è riservata all’analisi dettagliata degli interventi che si intendono adottare per monitorare il comportamento degli alunni: è questo un aspetto del curricolo particolarmente raccomandato da tutti i documenti ministeriali.

Tutti gli alunni, ivi compresi i piccoli che frequentano le sezioni della scuola dell’Infanzia, sono tenuti a conoscere – ai vari livelli, adeguati alla loro età – le caratteristiche e i fini specifici dell’Istituzione scuola: in particolare di una scuola paritaria gestita da Religiose.

Devono avere, inoltre, una prima generale – ma non generica – informazione circa la loro appartenenza ad un Paese più grande che si chiama Europa. È un loro dovere, ma soprattutto un loro diritto, imparare fin da piccoli ad avere uno sguardo lungimirante, non miope, distorto o circoscritto entro i confini della propria personale esperienza: per questo vanno informati che dovranno presto affrontare il confronto – non certo la sfida – con i loro coetanei di numerosi altri Paesi.

 

Va sottolineato che viene loro riconosciuto il diritto di:

  • vedere riconosciuto il proprio stile di apprendimento, i propri bisogni, le proprie attitudini;

  • essere accolto in un clima sereno e stimolante;

  • essere ascoltato;

  • essere informato – con tutti i necessari chiarimenti – sul proprio rendimento scolastico.

Lo studente ha inoltre diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola, ad una valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un processo di autovalutazione che lo induca ad individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento, ad avere le necessarie spiegazioni suppletive e le altre opportunità formative per raggiungere traguardi ottimali ed infine ad essere opportunamente informato in merito alle iniziative che lo riguardano.

 

Parimenti gli vanno ricordati i suoi principali doveri, in particolare la necessità di:

  • frequentare tutte le lezioni e le attività che fanno parte del suo curricolo;

  • eseguire puntualmente e con scrupolo i compiti che gli vengono assegnati, recuperando, in caso di assenza, le eventuali attività non svolte;

  • presentarsi a scuola sempre ordinato, con la divisa, e fornito di tutto il materiale necessario a svolgere il suo lavoro;

  • usare un linguaggio corretto e ben educato;

  • rispettare le persone, l’ambiente e tutte le regole che l’Istituto richiede;

  • informare i propri Genitori (o chi ne fa le veci) di tutte le comunicazioni che la scuola trasmette alle famiglie, in particolare quelle che si riferiscono al “Regolamento di disciplina”;

  • utilizzare correttamente le strutture, i macchinari e i sussidi didattici;

  • comportarsi nella vita scolastica in modo da non arrecare danni al patrimonio della scuola;

  • aver cura dell’ambiente scolastico come importante fattore di qualità della vita della scuola;

  • corrispondere positivamente alle varie attività educative e culturali proposte dai docenti;

  • rispettare le idee degli altri e di ascoltare i compagni senza intervenire con parole o atti offensivi;

  • essere di aiuto con i propri compagni nei momenti di difficoltà;

  • assumere in ogni momento della vita scolastica un comportamento responsabile e corretto: il rispetto reciproco impegna a non disturbare il normale andamento delle lezioni, a non usare un linguaggio che offenda gli altri, a tenere atteggiamenti e abbigliamento adeguati alle attività svolte e consoni al luogo in cui convivono tante persone diverse;

  • non portare materiale estraneo alle attività didattiche o che costituisce motivo di distrazione il quale potrà essere ritirato dall’insegnante per essere poi restituito ai genitori;

  • rispettare gli altri rifiutando ogni forma di pregiudizio, di violenza e di comportamento lesivo della dignità e della privacy della persona;

  • lasciare l’aula solo se autorizzati dal docente e in caso di effettiva necessità;

  • usufruire in modo corretto dei servizi igienici e della mensa, assumendo un comportamento educato sia nell’attesa fuori dal refettorio che durante il pranzo, evitando di gridare, giocare con il cibo e di sprecarlo;

  • usare un linguaggio consono e rispettoso dell’ambiente, anche in considerazione della sua natura cattolica;

Gli alunni hanno altresì di rispettare le seguenti disposizioni:

  1. l’uso proprio o improprio del telefono cellulare in classe è vietato e il dispositivo va tenuto spento e consegnato, durante la permanenza all’interno dell’edificio scolastico, al personale preposto, il quale provvederà alla custodia dello stesso e a riconsegnarlo all’uscita da scuola, al termine delle attività. La medesima disposizione vale in occasione delle uscite didattiche;

  2. la scuola non risponde per eventuali smarrimenti o danneggiamenti di cose o beni che gli alunni impropriamente introducono nell’Istituto;

  3. gli alunni sono accompagnati in sala mensa dal docente impegnato nella sorveglianza. Durante la consumazione dei pasti si dovrà tenere un comportamento corretto, educato e un tono di voce moderato.

ART. 10 -  SANZIONI

In caso di trasgressione delle norme sopra indicate, l’intervento mediatore del docente deve sempre prevedere il coinvolgimento dei soggetti coinvolti e favorire azioni di tipo responsabilizzante. Nel momento in cui avviene la trasgressione, l’insegnante ha il dovere di intervenire in modo da rendere protagonista l’alunno coinvolto (o gli alunni) nella ricostruzione oggettiva/descrittiva del fatto, nella rilevazione degli effetti prodotti sugli altri e su di sé, nella ricerca di possibili soluzioni per regolarizzare la situazione, nella scelta della soluzione ritenuta più opportuna, nella valutazione degli effetti conseguenti all’applicazione della soluzione prescelta ed, infine, nel concordare eventuali sanzioni.

Con particolare riferimento agli alunni della scuola primaria gli episodi di scorrettezza nei confronti di compagni, di adulti o casi di danneggiamento delle strutture devono essere scritti nel registro di classe in modo sintetico ma chiaro, riportando le modalità e gli alunni coinvolti. Per una maggiore efficacia è bene comunicarlo anche alla famiglia tramite libretto personale, richiedendo la firma per presa visione e controllandola il giorno successivo.

In allegato è riportato il Regolamento di disciplina, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente (Allegato n. 1).

ART. 11 -  LA FAMIGLIA

L’intento di realizzare uno sviluppo pieno ed armonico della personalità di ciascun alunno rende prioritario il rapporto scuola-famiglia, fondato sui principi di partecipazione, responsabilità, condivisione, trasparenza, al fine di creare le sinergie necessarie al raggiungimento delle finalità formative - educative della scuola.

 

Doveri della famiglia

I genitori sono i responsabili più diretti dell'educazione e dell'istruzione dei propri figli e pertanto hanno il dovere di condividere con la scuola tale importante funzione.

Per tale ragione è compito fondamentale dei genitori:

  • conoscere e condividere le finalità del Progetto Educativo proposto dalla Scuola;

  • rispettare tutte le regole in esso contenute;

  • seguire il proprio figlio in tutte le fasi del suo processo educativo;

  • far comprendere ai ragazzi che la scuola è di fondamentale importanza per la loro       formazione educativa, culturale, religiosa e per la conseguente costruzione del loro futuro; 

  • stabilire rapporti corretti con gli insegnanti in un clima di reciproca fiducia e di proficua collaborazione; 

  • controllare, leggere e firmare tempestivamente le comunicazioni sul libretto personale, sul diario e sul quaderno degli avvisi, sul sito;

  • partecipare con regolarità alle riunioni previste;

  • favorire la partecipazione dei figli a tutte le attività programmate dalla scuola; 

  • rispettare puntualmente le modalità di giustificazione delle assenze, dei ritardi e delle uscite anticipate;

  • comunicare tempestivamente agli insegnanti eventuali patologie dei figli, soprattutto se richiedono particolari attenzioni (allergie, crisi di vario genere);

  • comunicare tempestivamente agli insegnanti eventuali stati emotivi affettivi e psicologici meritevoli di attenzione da parte della comunità educante scolastica;

  • sostenere le attività didattiche controllando l'esecuzione dei compiti a casa;

  • collaborare con la scuola nell'educazione del minore, allo scopo di formarlo al rispetto della vita di gruppo;

  • fornire al figlio il materiale richiesto dai docenti;

  • rispettare le norme relative alla tutela della privacy, con particolare riferimento a tutti i minori che frequentano l’Istituto Maria Immacolata.

I genitori sono tenuti a collaborare con la scuola affinché gli alunni svolgano con impegno e regolarità i compiti assegnati. Si suggerisce agli stessi di guardare con regolarità il lavoro svolto in classe, al fine di far percepire al bambino il costante interesse da parte della famiglia: condizione necessaria perché ci sia una effettiva motivazione nell’apprendimento.

Qualora i genitori abbiano necessità di comunicare con gli insegnanti possono farne esplicita richiesta sul quaderno degli avvisi. In questi casi, verranno concordati di volta in volta data e ora dell’incontro. Gli insegnanti incontrano i genitori durante l'orario di ricevimento comunicato o comunque in momenti al di fuori dell'orario di servizio del docente.

I genitori, in caso di sciopero del personale della scuola, saranno avvisati con congruo anticipo. Non sempre sarà possibile garantire il normale svolgimento delle lezioni. In situazioni di emergenza verranno comunque impartite opportune disposizioni dal Coordinatore Didattico.

Allo scopo di mantenere viva e proficua la collaborazione tra le famiglie e la scuola, i genitori sono invitati a partecipare a tutte le occasioni di incontro offerte dalla scuola.

Non è consentito per nessun motivo l'accesso e la permanenza dei genitori nelle aule o nei corridoi all'inizio delle attività didattiche; i genitori accompagneranno i propri figli fino alla porta d'ingresso dell'edificio scolastico, e qui lasceranno che proseguano da soli, sorvegliati dai collaboratori scolastici, cercando di evitare al contempo inutili soste.

L'ingresso dei genitori nell'atrio della scuola, durante le attività didattiche, è consentito esclusivamente in caso di uscita anticipata dei propri figli.
I genitori degli alunni possono accedere agli edifici scolastici nelle ore di ricevimento settimanale dei docenti (previo appuntamento) o per gli incontri calendarizzati. In tali occasioni non è consentito l'accesso ai minori, fatte salve diverse disposizioni del Coordinatore.

ART. 12 -  INCONTRI SCUOLA - FAMIGLIA

Gli incontri scuola-famiglia sono organizzati secondo le seguenti modalità:

  • incontri individuali docente-genitore in orario mattutino secondo un orario settimanale di ricevimento dei singoli docenti che sarà comunicato e pubblicato all’Albo;

  • incontri collegiali: tutti i docenti ricevono ogni singolo genitore in orario pomeridiano almeno due volte l’anno.

ART. 13 -  ENTRATA E USCITA DA SCUOLA

La scuola assicura un servizio di pre-scuola dalle ore 7,30.

Le lezioni si svolgono dal lunedì al venerdì dalle ore 8,00 alle 13,30.

L’ora di ingresso a scuola è fissata tra le 7,50 e le 8,00.

I docenti si troveranno a scuola alle ore 7.55, così da accogliere i ragazzi e vivere insieme il momento di preghiera.

Per gli alunni è ammessa una tolleranza all’ingresso di 10 minuti. I ragazzi che arriveranno oltre il limite fissato dalla tolleranza per tre volte nel quadrimestre, dovranno aspettare, per entrare in aula, l’inizio della seconda ora e saranno sorvegliati dal collaboratore scolastico preposto.

Qualora si verificassero casi abituali di ritardo, sarà compito dell’insegnante sollecitare una maggiore responsabilità da parte dei genitori.

Le lezioni hanno termine per tutte le classi alle ore 13,30. Nel giorno del rientro alle ore 16,30.

I docenti che iniziano la propria attività alle ore 14,00, provvederanno a collaborare nella chiusura del servizio mensa e, concluso il pranzo, a portare gli alunni in palestra o nel cortile, dove svolgeranno attività ricreativa fino alle 14,30.

Gli alunni che restano a scuola nel pomeriggio, saranno accompagnati dai docenti in aula al termine della ricreazione delle 14,30 fino alle ore 16.00 per l’attività del doposcuola.

In corrispondenza dell’uscita da scuola ciascun alunno deve essere tassativamente consegnato personalmente ai genitori o ad eventuali loro delegati.

Dalle 16,00 alle 18 la scuola assicura un servizio di post scuola.

ART. 14 -  ATTIVITA’ RICREATIVE

I docenti devono garantire uno svolgimento ordinato, sereno e rispettoso delle attività ricreative.

L’uso degli spazi e di eventuali attrezzature e/o dotazione verrà stabilito dagli insegnanti di turno i quali, di volta in volta, decideranno, nel rispetto delle direttive impartite, in funzione del contesto e del momento.

Ad ogni modo dovrà essere favorita la socializzazione e l’integrazione ma sempre nel pieno rispetto del complesso degli elementi di caratteristica del singolo.

ART. 15 -  ASSENZE – RITARDO – USCITA ANTICIPATA

La frequenza scolastica è obbligatoria e i genitori sono tenuti a giustificare sempre le assenze dei figli. L’uscita anticipata di un alunno può essere autorizzata soltanto dalla direzione (o nel caso dell’assenza della stessa da un docente), esclusivamente però in presenza di una richiesta scritta avanzata da uno dei due genitori. Il docente che riceve una notizia in tal senso provvede alla relativa annotazione sul registro, con tanto di firma. Le richieste di uscita anticipata devono essere conservate nel registro di classe.

Relativamente ai casi di ritardo sarà possibile accedere in classe solo se muniti di permesso giustificativo, firmato da uno dei due genitori, salvo diversa decisione presa dal docente di turno. Comunque la giustificazione di un ritardo dovrà avvenire tassativamente entro e non oltre 3 giorni dall’assenza.

ART. 16 -  VIGILANZA SUGLI ALUNNI

Fra gli obblighi di servizio del personale docente vi è quello di vigilare sugli alunni per tutto il tempo in cui essi si trovano legittimamente all’interno della scuola fino al loro congedo o affidamento ai genitori o persona delegata.

Il docente ha il compito di vigilanza degli alunni senza soluzione di continuità. Per assicurare l’accoglienza e la vigilanza sugli alunni, gli insegnanti sono tenuti a trovarsi in classe 5 minuti prima dell’inizio delle lezioni e ad assistere all’uscita degli alunni medesimi.

L’obbligo della vigilanza ha rilievo primario rispetto agli altri obblighi di servizio e che, conseguentemente, in ipotesi di concorrenza di più obblighi derivanti dal rapporto di servizio e di una situazione di incompatibilità per l’osservanza degli stessi, non consentendo circostanze oggettive di tempo e di luogo il loro contemporaneo adempimento, il docente deve scegliere di adempiere il dovere di vigilanza.

Durante l’esercizio delle attività didattiche, come detto, il responsabile della vigilanza sugli alunni della classe è il docente assegnato alla classe in quella scansione temporale e tale responsabilità permane durante le lezioni di eventuali docenti specializzati o esperti, durante le visite guidate e i viaggi di istruzione e anche per le attività extracurricolari. Il docente, pertanto, non deve allontanarsi dalla classe o dalla scuola durante l’orario di servizio per nessun motivo, neanche per brevissimo tempo, se non nel caso in cui si ravvisino gli estremi della causa di forza maggiore. Gli alunni, non potendo essere lasciati incustoditi, devono essere subito distribuiti nelle altre classi o affidati al collaboratore scolastico e la direzione deve essere immediatamente informata del fatto e dei provvedimenti di emergenza assunti.

Il collaboratore scolastico non si può rifiutare di effettuare la vigilanza su richiesta del docente. L’insegnante è inoltre responsabile dell’andamento disciplinare della classe.

Le lezioni in aula devono essere svolte dai docenti tenendo possibilmente la porta chiusa.

Al fine di assicurare la continuità della vigilanza sugli alunni, il docente che ha appena lasciato la classe si recherà tempestivamente nell’aula in cui è programmata la lezione successiva, consentendo a sua volta al docente che era in attesa del proprio cambio di recarsi nella classe di competenza. In tal modo si attiverà un movimento a catena che consentirà di assicurare la continuità della vigilanza sugli alunni. A questo proposito è fatto obbligo per i docenti, interessati al cambio di turno, di non intrattenere colloqui con i colleghi onde evitare lunghe attese nei cambi previsti.

Sempre per favorire il cambio di turno tra i professori, quindi per garantire la continuità della vigilanza sugli alunni, i docenti che entrano in servizio a partire dalla 2^ ora in poi o che hanno avuto un’ora “libera”, sono tenuti a farsi trovare, al suono della campana, già davanti all’aula interessata per consentire un rapido cambio del docente sulla scolaresca. Agli studenti non è consentito uscire dalla classe durante il cambio orario; essi attenderanno l’arrivo dell’insegnante tenendo un comportamento corretto, possibilmente restando seduti al proprio posto.

ART. 17 -  REGOLAMENTAZIONE ACCESSO ESTRANEI

Gli estranei non sono autorizzati ad accedere ai locali della scuola dove si svolgono le attività didattiche. Pertanto nessuna persona estranea e comunque non fornita di autorizzazione rilasciata dal Coordinatore Didattico può entrare nell'edificio scolastico dove si svolgono le attività didattiche.

L’accesso può essere consentito quando esistono validi motivi formativi, educativi, didattici, di sicurezza, di salute oppure di funzionalità delle strutture o del materiale scolastico.

In particolare è consentito a:

  • soggetti singoli (esperti, consulenti, educatori, assistenti, personale sanitario...) rappresentanti di istituzioni, enti, società, etc. che collaborano direttamente con la scuola per il tempo strettamente necessario all'espletamento delle loro funzioni;

  • ai genitori nei casi di emergenza o convocazione dei docenti o autorizzazione del Coordinatore Didattico;

  • rappresentanti di case editrici scolastiche qualificati e riconoscibili;

  • tecnici, operai e manutentori;

  • personale educativo, specialisti (logopedisti, neuropsichiatri, etc.), assistenti alla persona su richiesta dei genitori (o di chi ne fa le veci) autorizzati dal Coordinatore Didattico.

Qualora i docenti, nell’ambito di attività e/o progetti inclusi nel PTOF, avessero necessità di far accedere personale esterno durante l’orario scolastico, dovranno inoltrare al Direttore dell’istituto apposita richiesta scritta.

Gli esperti permarranno, nei locali scolastici, come detto, per il tempo strettamente necessario all’espletamento delle loro funzioni e la completa responsabilità didattica e di vigilanza sulla classe resterà del docente titolare.

ART. 18 -  CRITERI PER LA FORMULAZIONE DELL’ORARIO

L'orario di lavoro del personale docente dell’Istituto Maria Immacolata di Ciampino si articola in non meno di cinque giorni settimanali, in orario antimeridiano e pomeridiano per le lezioni curricolari.

I criteri di riferimento per la formulazione del suddetto orario sono determinati da scelte organizzative, educative e metodologiche, che tengono conto del benessere degli studenti e dei loro ritmi di apprendimento e del contesto in cui la scuola si trova ad operare.

L'avvicendamento degli insegnanti e la razionale distribuzione delle materie nel tempo, hanno il preciso scopo di rendere più efficiente l'azione didattica. A tal fine, l’orario verrà compilato tenendo presente i seguenti criteri e regole generali, in ordine di priorità:

2) alternanza nello stesso giorno di materie varie;

3) garantire che per le discipline italiano e matematica siano previste le prime 2/3 ore

in ogni classe almeno una volta la settimana;

4) accoppiare le ore per i compiti scritti di italiano e matematica;

5) prevedere principalmente nelle ultime ore del mattino ove possibile le materie pratiche e/o di minore impatto sul piano dell’impegno teorico-concettuale;

6) le discipline con solo due ore settimanali non possono averle accoppiate in orario di rientro

giorno, fatte salve le discipline in cui sono previste attività laboratoriali;

7) equilibrata distribuzione delle discipline nell'arco della giornata e della settimana

(con equo numero di prime e ultime ore per materia);

9) ulteriori indicazioni da parte degli insegnanti.

Fatto salvo quanto suesposto, nella formulazione dell'orario scolastico si terrà conto degli insegnanti che hanno due o più scuole.

Esigenze particolari vanno comunicate e motivate al Coordinatore Didattico il quale dovrà pronunciarsi sull’eventuale respinta o accoglimento della richiesta.

ART. 19 -  Il COORDINATORE DEL CONSIGLIO DI INTERSEZIONE e INTERCLASSE

L'individuazione dei Coordinatori dei Consigli avverrà possibilmente secondo criteri di rotazione annuale indipendentemente dalle materie di insegnamento, al fine di coinvolgere in maniera attiva, propositiva e collaborativa tutti docenti presenti all'interno del Consiglio.

Il Coordinatore:

- rappresenta il punto di riferimento per le problematiche formative e didattiche del gruppo-classe rispetto ai colleghi e alle famiglie;

- è garante di un confronto sereno e costruttivo tra i componenti del Consiglio di Classe e favorisce un clima di positive relazioni tra i docenti e con le famiglie;

- illustra all’assemblea dei genitori le linee generali della programmazione didattica del Consiglio di Classe;

- propone il quadro dei giudizi finali da concordare in fase di prescrutinio con i colleghi;

- riceve comunicazione di qualsiasi iniziativa proveniente dall'interno/dall'esterno e la sottopone al giudizio del Consiglio per l'eventuale adesione;

- conferisce regolarmente con il Coordinatore Didattico per aggiornarlo sull’andamento educativo-didattico della classe.

ART. 20 – ASSENZA DOCENTI E RELATIVA SOSTITUZIONE

In caso di necessità si provvede alla sostituzione degli insegnati assenti secondo i seguenti criteri indicati in ordine di priorità:

- ricorrendo ai docenti che devono recuperare ore di permesso;

- ricorrendo ai docenti che svolgono servizio in compresenza;

- ricorrendo a docenti non in servizio (per ore libere o giorno libero) che si siano resi disponibili per le supplenze ad effettuare ore eccedenti;

Il Coordinatore Didattico, in caso di effettiva necessità, può autorizzare l’accorpamento delle classi. L’insegnante che accoglie gli alunni ha il compito di sorveglianza senza soluzione di continuità ed è tenuto ad una costante vigilanza dei propri alunni e di quelli che gli venissero affidati momentaneamente per assenza dei colleghi.

Il docente che ha bisogno di assentarsi per malattia o per particolari motivi sopraggiunti deve darne comunicazione telefonica – con tempestività dalle ore 7,30 e comunque non oltre l’orario di inizio delle lezioni anche quando l’orario cominci in altra fascia oraria - (ciò anche per l’eventuale continuazione dell’assenza) e, non appena disponibile il referto medico, comunicare anche il numero dei giorni complessivi.

ART. 21 – LETTURA COMUNICAZIONI INTERNE

I docenti sono tenuti a prendere visione quotidianamente delle delle comunicazioni e circolari emanate. Le circolari/comunicazioni di particolare urgenza saranno direttamente sottoposte alla visione, anche in classe, da parte dei collaboratori scolastici.

Sarà cura di ogni docente consultare con regolarità il sito web della scuola per mantenersi costantemente aggiornato relativamente ad avvisi e comunicazioni relativi all’organizzazione del lavoro scolastico.

ART. 22 – IL SERVIZIO DI REFEZIONE

La mensa scolastica deve essere considerata come un luogo e un momento molto importante sotto il profilo educativo, un luogo in cui ciascun alunno possa fruire appieno di tutte le opportunità di crescita e di sviluppo personale che vengono a lui offerte, imparando ad interagire con gli altri in un rapporto positivo e nel pieno rispetto delle regole del vivere civile. La sorveglianza e l’assistenza degli alunni durante la refezione e prima della ripresa delle lezioni scolastiche sono garantite da insegnanti e personale scolastico allo scopo incaricati dal Coordinatore. La sostituzione del piatto del giorno con altro cibo avverrà solo in presenza di comprovate incompatibilità del bambino verso certi alimenti.

IMPEGNI CHE DEVONO ASSUMERE GLI ALUNNI NEL CORSO DEL PRANZO

  1.  Gli alunni raggiungono, in fila, i locali della mensa dopo essersi lavate le mani, senza correre.

  2.  Tutti devono sedersi in modo composto mantenendo poi, per tutta la durata del pasto, in generale, un comportamento responsabile.

  3.  Tutti devono mantenere un tono della voce accettabile e comunicare solo con i compagni seduti allo stesso tavolo.

  4.  Per incentivare la socializzazione, verrà variata periodicamente la composizione dei tavoli.

  5.  Tutti devono rispettare la funzione delle stoviglie, delle posate, delle tovaglie e dei tovaglioli, non usandoli per giochi.

  6.  Gli alunni sono invitati a consumare tutto il cibo, evitando qualsiasi forma di spreco alimentare.

  7.  Gli alunni sono invitati ad assaggiare tutto in piccole quantità. È preferibile non rifiutare il cibo: se ne chiede poco per assaggiarlo e non lo si disprezza.

  8. È severamente vietato alzarsi dal proprio posto senza autorizzazione.

  9.  Gli alunni si impegnano a stare seduti composti, a non sporcare eccessivamente gli spazi dove consumano il pranzo, ad utilizzare in modo corretto le posate, a non giocare con il cibo.

Gli alunni sono costantemente invitati a rivolgersi al personale in servizio in modo educato usando i termini “per favore, grazie …”

Al termine del pranzo gli alunni saranno accompagnati negli spazi aperti/coperti per la ricreazione o in classe. Durante il gioco all’aperto saranno invitati a stare negli spazi loro assegnati così da essere sempre in vista degli insegnanti o del personale incaricato alla sorveglianza.

Chi non rispetterà le regole stabilite o assumerà atteggiamenti non corretti potrà incorrere in sanzioni disciplinari, quali:

  1. perdita totale o parziale dei tempi di ricreazione;

  2. comunicazione scritta alle famiglie;

  3. intervento del docente assistente e/o del Coordinatore.

Tutto il personale si impegnerà ad assumere atteggiamenti comuni affinché le regole vengano rispettate.

ART. 23 – USCITE DIDATTICHE/GITE

La presente materia è disciplinata dalla C.M. n. 291/92, dalla C.M. n. 623 del 2/10/1996; pertanto ad essa si rimanda per quanto regolato nel presente articolo.

Competenze del Consiglio di Interclasse: prende atto delle proposte dei docenti ed esprime il proprio parere.

Competenze del Collegio dei Docenti: promuove lo svolgimento delle visite o dei viaggi ed esprime il parere sui progetti preparati dai team, acquisito il parere dei Consigli di cui al punto precedente.

Competenze delle famiglie degli alunni: vengono informate, esprimono il consenso in forma scritta alla partecipazione del figlio, partecipano agli oneri economici che la visita o il viaggio comportano.

Competenze del Consiglio d’Istituto: determina i criteri generali per la programmazione e l’attuazione delle iniziative.

 

I docenti sono tenuti ad organizzare con scrupolo le visite guidate e i viaggi d’istruzione e devono dichiarare la propria disponibilità ad accompagnare le classi interessate. Durante le uscite va prestata un’attenta e continua vigilanza, evitando le situazioni che possano risultare pericolose per gli alunni. E’ necessario acquisire agli atti della scuola l’assenso scritto del genitore o di colui che ne esercita la responsabilità genitoriale.

Tutti gli alunni quando escono devono essere in possesso del documento di identificazione con foto.

ART. 24 – INFORTUNI ALUNNI

In caso di sopraggiunti problemi di salute o di infortunio anche lievi, l’insegnante è tenuto ad avvisare dell’accaduto il Responsabile del Primo Soccorso, il Coordinatore Didattico e i genitori e verificare che non vi siano complicazioni successive. Se l’infortunio determina l’esigenza di un ricovero al Pronto Soccorso, l’insegnante deve agire con tempestività.

Relativamente alla necessità di somministrare eventuali dei farmaci la Scuola Maria Immacolata segue le Linee Guida emanate dal Ministero della Pubblica Istruzione e della Sanità con Nota prot. N.2312 /Dip/Segr/ del 25/11/05. La somministrazione di farmaci agli alunni in orario scolastico coinvolge, ciascuno per le proprie responsabilità e competenze:

- le famiglie degli alunni e/o gli esercenti la potestà genitoriale;

- la scuola: Coordinatore Didattico, personale docente ed ATA;

- i servizi sanitari: i medici di base e le ASL competenti territorialmente;

- gli enti locali: operatori assegnati in riferimento al percorso d’integrazione scolastica e formativa dell’alunno.

Il personale scolastico non può somministrare farmaci su libera iniziativa personale.

ART. 25 – ASSICURAZIONE SCOLASTICA

Il Consiglio di Istituto delibera la stipula della Polizza assicurativa:

  • per gli alunni di tutela infortuni e di responsabilità civile;

  • per il personale di tutela infortuni e di responsabilità civile.

Dei contenuti essenziali della Polizza viene data informazione alle famiglie.

ART. 26 – USO DEI LOCALI SCOLASTICI

I locali della scuola e tutte le attrezzature scolastiche devono essere trattati con il dovuto rispetto per conservare il decoro dell’Istituto e garantire un ambiente armonioso, pulito e confortevole.

Uguale rispetto è dovuto al materiale scolastico proprio (diario, quaderni, materiale di scrittura o da disegno, ecc.) o ricevuto dalla scuola (libri, fotocopie, ecc.) di cui va fatto un uso appropriato. Tale materiale deve essere tenuto sempre in ordine.

I vari ambienti della scuola (bagni, palestra, cortile, refettorio) saranno usati in modo assolutamente appropriato: il loro corretto utilizzo contribuisce al buon funzionamento di tutta l’attività formativa e didattica.

Al cambio dell’ora gli alunni devono restare seduti in classe; negli spostamenti da un’aula all’altra, all’ingresso e all’uscita gli alunni devono tenere un comportamento corretto ed educato. Non è permesso correre, uscire dalla classe senza autorizzazione, gridare nei corridoi e nelle aule.

Durante gli intervalli, sia all’interno della scuola che nel cortile, sono da evitare tutti i giochi che possono diventare pericolosi e dovranno essere seguite le indicazioni degli insegnanti e dei collaboratori scolastici.

I servizi vanno utilizzati in modo corretto nel rispetto delle più elementari norme di igiene e pulizia.

Le dotazioni tecnologiche dell’Istituto vanno utilizzate e conservate con cura. Chiunque riscontri qualche problema nel funzionamento di tali dotazioni deve comunicarlo prontamente al responsabile incaricato e/o al Coordinatore.

I sussidi e tutti gli strumenti in dotazione devono essere conformi alle norme di sicurezza, in modo che si possano utilizzare senza rischi per l’incolumità delle persone. Tutti coloro che operano nella scuola sono responsabili del buon mantenimento delle strutture e delle dotazioni esistenti. E’ opportuno che i docenti sensibilizzino gli alunni in tal senso come pure che abbiano cura nell’organizzare il funzionamento delle aule, della biblioteca e dei laboratori.

I docenti, quando sono presenti nelle aule, si devono sempre assicurare che, all’interno delle stesse, sia mantenuto da parte degli alunni ordine, decoro e il giusto grado di pulizia. Gli insegnanti devono sincerarsi altresì che lo smaltimento dei rifiuti sia svolto in modo corretto, utilizzando gli appositi contenitori. Un controllo minuzioso va poi sempre eseguito dal docente dell’ultima ora, il quale, in caso di riscontrata incuria, non deve mai esitare nel far ripristinare decoro ed ordine all’interno dei locali.

Gli edifici e le attrezzature scolastiche possono essere utilizzati, fuori dell’orario del servizio scolastico, previo assenso del Coordinatore Didattico o dell’Ente Gestore.

ART. 27 – TUTELA DELLA RISERVATEZZA

L’Istituto Maria Immacolata raccoglie, elabora e conserva, in relazione alla propria attività istituzionale, dati personali identificativi e talvolta sensibili (attinenti alla sfera della riservatezza) e giudiziari relativi agli alunni e ai familiari ai sensi e per gli effetti dell’art.13 del D. Lgs 30 giugno 2003 n° 196, recante disposizioni in materia di protezione dei dati personali.

I dati possono essere trattati in relazione agli adempimenti connessi alla funzione istituzionale della scuola e conservati secondo le modalità contemplate nel Decreto M.P.I. n.305 del 7/12/2006.

Titolare del trattamento dei dati è il Coordinatore Didattico, il quale è anche responsabile della vigilanza circa l’applicazione delle misure di protezione.

I dati possono essere comunicati alle Pubbliche Amministrazioni e agli Enti Pubblici, a loro volta tenuti alla riservatezza, in relazione ad attività previste dalla normativa e nell’espletamento di compiti istituzionali.

In nessun caso i dati possono essere comunicati a soggetti terzi privati senza il preventivo consenso scritto degli interessati. Il documento programmatico sulla sicurezza dei dati personali, depositato in segreteria, sarà aggiornato annualmente entro il 31 marzo e, comunque, ogni volta se ne ravveda la necessità.

ART. 28 – NORME DI CHIUSURA

Il presente regolamento si intende modificato automaticamente nel caso di nuove norme in contrasto con le disposizioni qui previste.

In caso di dubbi sull’interpretazione su qualche passo del presente Regolamento o di un’eventuale carenza normativa, l'organo competente per le opportune chiarificazioni, modifiche e/o integrazioni è il Consiglio d'Istituto, previo esame e presentazione del punto in questione da parte della Coordinatrice Didattica.  Il Consiglio di Istituto apporta eventuali modifiche ed integrazioni mediante apposita delibera.

Qualsiasi componente del Consiglio d'Istituto può presentare per iscritto alla Coordinatrice Didattica una proposta di modifica con l'indicazione della norma che si intende modificare o introdurre e con la formulazione precisa di quella nuova, accompagnata da una breve motivazione della richiesta.

Per quanto non contemplato nel presente regolamento si fa riferimento alla legislazione vigente.

Il presente Regolamento è stato approvato dal Consiglio d’Istituto nella seduta del 11 ottobre 2019 ed entra in vigore nell’Anno Scolastico 2019/2020.

ALLEGATO

REGOLAMENTO DI DISCIPLINA ALUNNI

PREMESSA

La scuola è luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l'acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica.

La scuola ha il compito di coltivare, con premurosa cura, le facoltà intellettuali, creative ed estetiche della persona; sviluppare correttamente la capacità di giudizio, la volontà e l'affettività, promuovere i veri valori, favorire le attitudini giuste, preparare alla vita.

La scuola riveste un ruolo rilevante per l'iniziazione alla vita sociale. Gli alunni devono trovare in essa tutto l'aiuto necessario per crescere in questa dimensione della loro naturale vocazione umana; ha, inoltre, il compito di formare personalità forti e responsabili, capaci di operare scelte libere e coerenti, tanto più che la società odierna è complessa ed esigente.

Nello specifico, la scuola cattolica Clarettiana è luogo di evangelizzazione, di autentico apostolato e di azione pastorale per la natura stessa della sua missione. Trova la sua vera giustificazione nella missione stessa della Chiesa; ha come base un progetto educativo nel quale si uniscono armonicamente fede, cultura e vita. Per mezzo di essa la Chiesa locale evangelizza, educa e collabora alla formazione di un ambiente moralmente sano e socialmente costruttivo.

La scuola cattolica Clarettiana si propone di educare, in sintonia con l'Umanesimo cristiano e la dichiarazione dei Diritti dell'Uomo, con l'obiettivo di raggiungere la formazione integrale dell'alunno, rispettando i suoi diritti e insegnandogli a rispettare quelli degli altri. Così la persona diventa capace di cooperare al bene comune e di vivere quella fraternità universale che corrisponde alla sua vocazione.

Il Regolamento di disciplina dell'Istituto “Maria Immacolata” è stato redatto ai sensi dell'articolo 328, comma 7, del Decreto Legislativo 297 del 16.04.1994 e del Regolamento in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche.

 

DIRITTI DEGLI ALUNNI

Ogni alunno ha il diritto di:

  • essere accolto in ambienti salubri, sicuri, stimolanti, sereni e dotati, quanto più possibile, di strumentazioni didattiche e tecnologiche adeguate;

  • ricevere una formazione orientativa e che promuova la sua personalità in modo integrale;

  • essere rispettato dai docenti, dai compagni e da tutto il personale dell'Istituto;

  • vedere considerato il proprio stile di apprendimento, attraverso la valorizzazione delle sue potenzialità e il sostegno delle eventuali carenze;

  • avere una valutazione attenta, tempestiva, trasparente e chiarita con tutte le spiegazioni necessarie;

  • poter esprimere le proprie opinioni, nel rispetto di quelle altrui;

  • essere ascoltato prima che gli venga addebitata una eventuale mancanza.

 

 

DOVERI  DEGLI  ALUNNI

L'alunno ha precisi doveri nei confronti:

  • dello studio;

  • dell'Istituto e della sua organizzazione;

  • dei Docenti, dei compagni e del personale;

  • del materiale, delle attrezzature e degli ambienti.

Egli, pertanto, è tenuto a:

  • frequentare in modo regolare e partecipe le lezioni e le altre attività proposte dagli insegnanti e che fanno parte del curricolo;

  • seguire con attenta partecipazione le lezioni ed eseguire sempre e con scrupolo i compiti assegnati, dedicando ad essi un tempo adeguato;

  • usare sempre un tono di voce pacato e un linguaggio corretto: le parolacce sono vietate;

  • rispettare gli orari di entrata e di uscita dalle diverse attività, muovendosi in ordine e in silenzio;

  • scusarsi e, ove possibile, riparare nel caso in cui abbia arrecato offesa o danno agli altri;

  • avere la massima cura del materiale didattico che usa;

  • rivolgere, sempre, un cenno di saluto agli adulti che incontra o che entrano nella sua classe;

  • non interrompere l'insegnante che parla e intervenire quando è il proprio turno, dopo averlo richiesto alzando la mano;

  • lasciare sempre in ordine l'aula, il banco e il proprio armadietto;

  • non portare a scuola il telefonino e/o qualsiasi dotazione tecnologica non pertinente con l’attività didattica (divieto da intendersi esteso anche ai momenti delle uscite didattiche);

  • non portare a scuola oggetti diversi da quelli necessari alle attività scolastiche;

  • nel salire e scendere le scale assumere un comportamento non rumoroso

  • durante la consumazione del pasto stare a tavola composto, senza infastidire i compagni, né parlare a voce alta, né giocare con il cibo, del quale è opportuno chiedere solo la quantità che si intende consumare;

  • provvedere scrupolosamente, con l'aiuto dei genitori, alla propria igiene personale;

Inoltre:

  • gli alunni sono tenuti ad indossare la divisa adottata dall'Istituto Scolastico;

  • durante l’attività di motoria gli alunni devono dotarsi di scarpe da ginnastica e indossare la T shirt in luogo della polo;

  • eventuali oggetti personali ritenuti inidonei e/o pericolosi dal docente di turno potranno essere temporaneamente ritarati;

  • gli alunni non possono masticare chewingum.

 

La scuola non risponde per eventuali o danneggiamenti di cose o beni che gli alunni impropriamente introducono nell'istituto.

 

IMPEGNI  DEI  GENITORI

Al fine di concorrere efficacemente alla formazione dei propri figli e al buon funzionamento dell'Istituzione Scolastica, i Genitori (o chi ne fa le veci) sono tenuti a:

  • prendere visione, rispettare e far rispettare le norme fissate nel Regolamento;

  • mantenere contatti frequenti con la Direzione e con gli Insegnanti;

  • conoscere, condividere e coordinare le varie iniziative dell'Istituto;

  • prendere visione dei compiti e delle lezioni assegnate per casa e controllarne l'avvenuta esecuzione;

  • controllare quotidianamente il libretto delle comunicazioni scuola/famiglia

  • controllare che il proprio figlio si rechi a scuola puntuale, fornito del materiale richiesto e indossando la divisa;

  • ritirare da scuola il proprio figlio rispettando l'orario concordato;

  • prendere visione di tutte le comunicazioni che la scuola trasmette;

  • giustificare le assenze e i ritardi tramite l'apposita modulistica;

  • partecipare alle riunioni degli Organi Collegiali, se eletto, e/o ad altre riunioni convocate dalla scuola;

  • prendere visione dei criteri per la valutazione del comportamento;

  • prendere visione dei provvedimenti disciplinari previsti per le eventuali mancanze da parte degli alunni;

  • prendere visione del Piano dell'Offerta Formativa;

  • rispettare le norme adottate dall'Istituto per la Sicurezza;

  • presentare in Direzione eventuali proposte migliorative che saranno vagliate dal Consiglio di Istituto nella prima riunione utile.

 

MANCANZE DISCIPLINARI

I comportamenti sanzionabili che si configurano come mancanze disciplinari sono quelli che:

  1. danneggiano la crescita dell’alunno che assolve in modo inadeguato ai propri doveri scolastici;

  2. violano le prescrizioni del presente regolamento e/o eventuali disposizioni emanate dall’Istituzione Scolastica;

  3. fanno uso improprio e/o danneggiano strutture, attrezzature, materiale della comunità scolastica e altrui;

  4. arrecano danno e offesa alla persona (compagni e personale della scuola).

 

 

PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI

(Con riferimento all’art.4 del DPR 249 del 24.06.1998 ed al DPR 235 del 21.11.2007)

 

  1. I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità e al ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità scolastica.

  2. La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni.

  3. In nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente manifestata e non lesiva dell’altrui personalità.

  4. Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate all’infrazione disciplinare e ispirate, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno.

  5. Le sanzioni eventualmente comminate dovranno, in ogni caso, tener conto della situazione personale dello studente.

 

In considerazione della giovane età degli alunni della scuola primaria è opportuno che, qualora si ritenga necessario, la sanzione sia erogata e applicata in tempi ristretti, affinché la stessa venga chiaramente percepita in relazione alla mancanza disciplinare.

 

INTERVENTI EDUCATIVI

I comportamenti non conformi al Regolamento scolastico, che si prefigurano come:

  • gravi fatti documentati e testimoniati inerenti la mancanza di rispetto verso i compagni, gli insegnanti e il personale della scuola;

  • fatti gravi che turbino l’attività didattica o che mettano a rischio l’incolumità degli alunni e/o del personale;

 

saranno soggetti a interventi educativi graduati stabiliti di volta in volta dalle autorità competenti e nel rispetto delle vigenti norme:

  1. richiamo orale (docente di classe);

  2. comunicazione scritta alla famiglia (docente di classe);

  3. convocazione dei genitori (team docente);

  4. convocazione dei genitori e dell’alunno ad un colloquio con il Coordinatore Didattico.

  5. sospensione dalle lezioni.

 

Gli insegnanti attueranno gli interventi previsti nel rispetto dell'individualità e personalità del bambino, garantendo all'alunno l’opportunità di esprimere le proprie ragioni e alla famiglia la possibilità di richiedere, in ogni momento, un colloquio chiarificatore con il docente interessato.

TIPOLOGIA DELLE MANCANZE DISCIPLINARI E RELATIVE SANZIONI

INTERVENTI EDUCATIVI MIRATI

Relativamente agli indicatori 1 e 2:

invito a presentare le proprie scuse al personale scolastico o ai compagni offesi e, quando necessario, sequestro da parte del corpo docente, del materiale non pertinente o pericoloso. Tale materiale sarà riconsegnato all'alunno al termine delle lezioni o, nei casi più gravi, ai Genitori.

 

Relativamente all'indicatore 3:

invito a collaborare, nel limite del possibile e tenendo in considerazione la giovane età dei bambini, al ripristino della situazione antecedente la mancanza.

 

Relativamente agli indicatori 4 e 5:

eventuale assegnazione, da parte del docente di classe, di un esercizio di rinforzo da eseguirsi a casa, inerente l'attività svolta in classe al momento della mancanza disciplinare.

 

Relativamente a tutti i punti:

interventi, da parte del docente di classe, volti a promuovere la riflessione dell'alunno sui suoi comportamenti.

 

L’Istituto in armonia con i principi sanciti dalla Costituzione Italiana, tenuto conto della Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo, recepita con legge n. 176 del 27/05/91, garantisce allo studente, in quanto persona, l’integrale godimento dei diritti che gli sono riconosciuti nei citati documenti;chiede

  • all’alunno l’osservanza dei doveri previsti dal Regolamento;

  • alla famiglia, riconoscendone la primaria responsabilità educativa, una fattiva collaborazione nel comune compito educativo e nel rispetto delle regole previste dal “Regolamento di Disciplina”.

Istituto Maria Immacolata

Educare...è rendere felici gli alunni

in ogni momento della loro vita scolastica

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